IL GATTO ALZA LA TESTA…(28/04/2019)

Stefano Gatto, dopo le sue dimissioni da Sindaco di Offagna, ci riprova a risalire la politica ad Osimo.
Questa volta, non nelle file del PD, dove ha militato sin dalla sua creazione, ma nelle Liste Civiche “SU LA TESTA” che fanno capo a Dino Latini.
Dopo gli scontri fra i due, a colpi di “vele pubblicitarie” per scalare la Provincia, si è creata una sorta di “love story”, originata forse nelle attigue Frazioni Osimane che li hanno visti nascere entrambi e che si è concretizzata poi, durante l’Amministrazione Simoncini, fedelissimo Latiniano.
Quella di “rialzare la testa”, è stata sempre una prerogativa di Gatto che di fronte alle difficoltà, non ha mai gettato la spugna sin da giovanissimo democristiano nella nostrana corte Vignoniana.
Che ora si fosse messo proprio in lista con ”Su la Testa”, non rientrava nelle nostre ipotesi, ma in politica può succedere di tutto e per un praticante vero, oggi rientra nella normalità.
E’ vero pure che con l’attuale Sindaco di Osimo Pugnaloni non c’è stata mai una grande condivisione d’interessi, ma arrivare allo scontro diretto fra i due, “UNTI dallo stesso PD”, ci rende curiosi e ci stimola a cercare quale sia stata “la ventata” responsabile di una scelta così eclatante che ha spinto Stefano Gatto ad accettare o cercare un posto in lista con Dino Latini nella prossima competizione osimana.
In qualche angolo si sussurra che può essere una ipotetica sotto mossa, finalizzata ad abbattere i confini fra i comuni dei Senzatesta e dei Magnacrescia.
Non ci sembra sufficientemente convincente, ma certo è che non potremo essere noi i gregari in tale corsa, essendo stati sempre assertori affinchè, sin dalle prime manovre dell’attuale Amministrazione offagnese, s’intravvedesse la propensione di un’apertura, camuffata da sondaggio, rivolta più a sud che alla totale latitudine.
Visto che stiamo parlando di politica, tutto può succedere e quello che passiamo augurare, a Stefano Gatto, se di augurio si può parlare e da questo pulpito può scaturire, che non si avveri anche per lui quel detto popolare che recita: “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”.

La redazione di Giulemani