MA QUALE PRO LOCO ?…(07/04/2019)

Oltre quarant’anni fa, dopo anni di tentativi e dopo un cambio di Amministrazione Comunale, anche Offagna ebbe la sua Pro Loco.
Fu quasi un evento, quando per altri Comuni era una cosa normale.
Certamente con una Amministrazione favorevole e sopratutto disponibile, la nascitura Associazione partí alla grande con la sistemazione della propria sede, già della vecchia Società Operaia e con la riapertura della Rocca.
Le prime manifestazioni, quasi esclusivamente paesane, servirono a sensibilizzare la popolazione alla partecipazione spontanea e volontaria.
Ormai la parabola ascendente aveva preso forma e anche con l’avvicendamento dei vari Direttivi il processo di crescita culturale e operativo non subì arresti di sorta.
Con il passare degli anni la Pro Loco è riuscita a far uscire il nome di Offagna dal circuito delle proprie mura e lanciarlo in ambito regionale, interregionale e poi nazionale.
Erano gli anni novanta quando il percorso parabolico toccava gli apici della notorietà e del successo.
Ormai le barriere erano quasi tutte abbattute e sarebbe bastato continuare con quelle prerogative collaudate, senza grandi sforzi, per mantenere la notorietà e le mete raggiunte.
Come quasi sempre succede, quando serve la spinta propulsiva per continuare nel miglioramento, ci si crogiola sui risultati ottenuti senza tenere conto che così facendo si sta alterando quel percorso parabolico che ha dato ad Offagna notorietà, inserendola di forza nei circuiti turistici più ambiti.
Ormai non serve più fare elenchi delle mete raggiunte, serve soltanto prendere atto che il lassismo che ne è seguito ci ha portato all’inizio della fine della Pro Loco.
A livello associazionistico non serve più puntare il mirino sui vari Direttivi che si sono succeduti e che non hanno saputo gestire la parte finanziaria, creando buchi fiscali che certamente avranno un seguito non facile da risolvere.
Arrivati ad un certo punto, come nelle malattie terminali, non c’è più niente da fare.
Il lassismo dell’ultimo Direttivo che per scaricare le responsabilità ha dato le dimissioni in blocco, ha portato la situazione finanziaria dell’Associazione al collasso, aprendo la strada a probabili atti giudiziari conseguenti.
Probabilmente i tagli, obbligati dal dissesto finanziario, dei contributi comunali per le manifestazioni è stato uno dei motivi scatenanti, anche se da tempo la gestione Pro Loco faceva acqua.
Forse con un po’ di buon senso, qualche scappatoia tampone si poteva anche trovare, ma l’accanimento individuale ha creato soltanto una cortina nebulosa che ha offuscato anche il conseguente comportamento (a nostro avviso poco ponderato) dell’attuale Amministrazione Comunale.
Fatto sta che allo stato attuale non emergono soluzioni alternative atte a risollevare Offagna da questa fase confusionale mentre anche dagli armadi “associativi”, escono altri scheletri non meno edificanti che certamente non ci fanno onore.
Ormai ogni tentativo di “rifare il passato” è diventata una forzatura e in quanto tale non riceve consensi, ma evidenzia l’individualismo di pochi che sfocia in interesse spicciolo e a volte anche personale.
Per l’Amministrazione Comunale non avere un riferimento istituzionale come la Pro Loco , è stato un ulteriore scoglio da superare e i provvedimenti messi in atto non hanno portato i risultati sperati.
Certamente scalare la montagna che si è venuta a creare dalla situazione finanziaria in atto, non è stata una cosa semplice, ma un rimpasto ponderato avrebbe certamente portato risultati privi degli attuali guazzabugli, che sono serviti soltanto ad impedire scelte determinate e risolutive.
E adesso?……
Ha ancora senso parlare di Pro Loco?……..
Per noi si, con la condizionale però che la scissione dalla politica Comunale sia netta, nel rispetto delle competenze
La storia nostrana ci insegna che ogni qualvolta le Amministrazioni hanno tentato di risolvere i problemi gestionali della Pro Loco, ne hanno acuito le difficoltà.
La sinergia va bene ed è necessaria, ma su binari diversi che comunque portino ad una “stazione comune”

La redazione di Giulemani