SALOTTO LETTERARIO MAGGIO GIUGNO 2018

Il mare dove non si tocca

Il mare dove non si tocca è il titolo dell’ultimo libro di Fabio Genovesi, vincitore del premio Strega Giovani nel 2015 con “Chi manda le onde” . Ho avuto l’opportunità di conoscerlo in seguito all’incontro alla libreria ” Il Mercante di Storie” e ho subito provato una grande simpatia per l’autore del libro che avevo appena letto e mi aveva conquistato.

Dopo uno piacevole chiacchierata con lo scrittore, ho deciso che avrei proposto al mio gruppo di lettura il suddetto libro e, come sempre faccio, avrei affiancato delle belle poesie che decantano il mare in tutti i suoi aspetti. Tale lavoro avrebbe concluso questo anno di attività del Salotto Letterario prima di poter finalmente godere del mare e del sole che purtroppo tarda ad arrivare. È così è stato. Il libro ” Il mare non si tocca ” incanta e commuove attraverso gli occhi di un bambino visionario e per noi “eterne fanciulle” è stato un toccasana.
Fabio, il piccolo grande eroe del romanzo vive in una famiglia che definire bizzarra è poca cosa in quanto si trova ad avere numerosi zii- nonni tutti single con il nome che inizia rigorosamente con la A, sui quali grava una misteriosa maledizione: se non si sposeranno entro i 40 anni, diventeranno pazzi. Il mondo di Fabio è quindi abbastanza surreale compreso il padre che assomiglia a Little Tony, parla con i fatti ed aggiusta le cose che non funzionano, una madre super protettiva, tre amici che recitano preghiere ad ogni necessità e Martina, una bambina travestita da coccinella, che infonde speranza e buonumore.

Il periodo storico è quello degli anni Ottanta, quando ancora non esistono cellulari e Fabio si diverte cercando funghi o cinghiali con gli zii, allevando lombrichi e leggendo un’infinità di manuali ed infine sognando di diventare santo. Seguendo le vicende della famiglia Mancini rimane un sentimento di meraviglia e stupore dati dal fatto che la vita appare magica anche quando diventa tremenda e bisogna stringere i denti e sperare che dopo l’inverno tornerà la primavera. Qual è il grande messaggio se non quello che il mare è quel posto, misto di stupore e paura, nel quale sia da bambini che da adulti si teme di non poter rimanere a galla, finché una forza primordiale non ci riporta su e finalmente respiriamo. Grande metafora di quanto nella vita ci si debba arrabattare per tenersi sempre a galla soprattutto dove non si tocca, certamente con l’ aiuto di chi ci sta accanto per quanto strampalato possa essere. Il mare dove non si tocca è un condensato di emozioni storie e riflessioni che diventa ancor più simpatico quando vengono riportate espressioni in dialetto toscano e Fabio diventa il Bimbo per antonomasia.

Dopo un’affannosa scelta del film che potesse avvicinarsi appieno al tema scelto per quest’ultima tranche, ho optato per ” Come saltano i pesci” che contiene questo messaggio: Per sfuggire dai predatori come fanno i pesciolini occorre mettersi in branco, perché solo insieme si può essere più forti e superare gli ostacoli”. Piccolo film indipendente, a tema familiare come il libro di Genovesi, ambientato nella provincia marchigiana.
Pur essendo una piccola produzione e pur narrando un piccolo mondo, denso di valori e sentimenti, il film risulta meritevole di elogi per quanto è riuscito a mettere in scena .Viene narrata la storia di Matteo, giovane ventiseienne con una vita perfetta ed un sogno nel cassetto. Una telefonata sgretola il suo mondo che era stato costruito su un terribile segreto e la realtà che troverà sarà molto diversa da quella che immaginava. Per ritrovare se stesso inizierà un viaggio on the road, dalla montagna al mare ma anche un viaggio interiore, che lo porterà alla scoperta del suo vero se’.
Intorno a Matteo ruotano diversi personaggi, prima fra tutti la sua sorellina Giulia, che pur affetta dalla sindrome di Down , possiede una forte personalità, e vede in suo fratello un eroe. Anche gli altri attori sono all’altezza del loro ruolo; una piacevole sorpresa e data da Biagio Izzo che contrariamente al suo solito interpreta una parte drammatica convincente.

L’interprete principale è Simone Riccione, autore del soggetto, che ha coinvolto il regista maceratese Alessandro Valori, classe’65 con un curriculum di tutto rispetto, in quanto ” apprendista” di Lina Wertmuller e dei fratelli Taviani.

La nostra critica cinematografica Sofia Ramini che è venuta a farci un commento sul film, pur giudicandolo positivamente ha evidenziato che forse potevano esserci più scene panoramiche che esaltassero la bellezza della nostra regione, ha notato alcuni difetti nella colonna sonora e ha giudicato superfluo il finale . Noi del Corso e soprattutto io , abbiamo invece apprezzato molto che la voce fuori campo fosse quella della madre del protagonista che da brava maestra, ribadisce a coloro che restano i messaggi che ripeteva ai suoi alunni. Abbiamo giudicato il film divertente e drammatico, portatore di buoni valori, di messaggi solidali e genuini di cui abbiamo estremamente bisogno in un mondo arido e disilluso come il nostro. Inoltre ci sono particolarmente piaciute le vecchiette di paese che con il loro simpatico dialetto ci hanno fatto venire voglia di concludere questo nostro percorso proprio a Porto San Giorgio, lungo quel mare che tanti poeti di ogni paese del mondo hanno menzionato nelle loro suggestive poesie.

FERNANDO PESSOA

 

Al di là

Al di là del porto

c’è solo l’ampio mare…

Mare eterno assorto

nel suo mormorare…

Come è amaro stare

qui, amore mio…

Guardo il mare ondeggiare

e un leggero timore

prende in me il colore

di voler avere

una cosa migliore

di quanto sia vivere…

GIORGIO CAPRONI

Quest’odore marino

Questo odore marino
che mi rammenta tanto
i tuoi capelli, al primo
chiareggiato mattino.

Negli occhi ho il sole fresco

del primo mattino. Il sale

del mare…

Insieme

come fumo d’un vino,

ci inebriava, questo

odore marino

Sul petto ho ancora il sale

d’ostrica del primo mattino.

– Albaro

Se al crepuscolo, almeno,

ci fosse, dietro i vetri, il mare…

Amore…

Tremore

in trasparenza…

Se almeno

questo fosse il rumore

del mare…

Non

lo sopporto più il rumore

della storia…

Vento

afono…

Glissando…

Sparire

come il giorno che muore

dietro i vetri…

Il mare…

Il mare in luogo della storia…

Oh, amore.

A ZACINTO

 

Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque

 

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque

 

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

 

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura.

UGO FOSCOLO

L’uomo e il mare

Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!
CHARLES BAUDELAIRE

L’eternità

È stata ritrovata!
– Cosa? – l’Eternità.
È il mare unito
Al sole.

ARTHUR RIMBAUD

Mare

 

M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l’onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?
GIOVANNI PASCOLI (Myricae)

S’ode ancora il mare

Già da più notti s’ode ancora il mare,
lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce.
Eco d’una voce chiusa nella mente
che risale dal tempo; ed anche questo
lamento assiduo di gabbiani: forse
d’uccelli delle torri, che l’aprile
sospinge verso la pianura. Già
m’eri vicina tu con quella voce;
ed io vorrei che pure a te venisse,
ora di me un’eco di memoria,
come quel buio murmure di mare.

SALVATORE QUASIMODO

UMBERTO SABA – ULISSE

 

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava, scivolosi al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; ma al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

FEDERICO GARCIA LORCA

Il mare

 

Sorride da lontano.
Denti di spuma,
Labbra di cielo.

Caracola (conchiglia)

 

Mi hanno portato una conchiglia.
Dentro canta
un mare di carta.
Il mio cuore
si riempie d’acqua
con pesciolini
d’ombra e d’argento.
Mi hanno portato una conchiglia.

ANTONIO MACHADO – Il mare
Lo scafo consunto e verdiccio
della vecchia feluca
riposa sul lido…
sembra la vela mozzata
che sogni ancora nel sole e nel mare.
Il mare ribolle e canta…
Il mare è un sogno sonoro
sotto il sole d’aprile.
Il mare ribolle e ride
con le onde turchine e spume di latte e argento,
il mare ribolle e ride
sotto il cielo turchino.
Il mare lattescente,
il mare rutilante,
che risa azzurre ride sulle sue cetre d’argento…
Ribolle e ride il mare!…
L’aria pare che dorma incantata
nella fulgida nebbia del sole bianchiccio.
Palpita il gabbiano nell’aria assopita , e al tardo
sonnolento volare, si spicca e si perde nella foschia del sole.

PAUL VERLAINE – Marina

 

L’oceano sonoro
Palpita sotto l’occhio
Della luna in lutto
E palpita ancora,
Mentre un lampo
Vivido e sinistro
Fende il cielo di bistro
D’un lungo zigzag luminoso,
E che ogni onda
In salti convulsi
Lungo tutta la scogliera
Va, si ritira, brilla e risuona.
E nel firmamento,
Dove erra l’uragano,
Ruggisce il tuono
Formidabilmente.

 

KAHLIL GIBRAN – Poesia

 

Per sempre me ne andrò per questi lidi,
Tra la sabbia e la schiuma del mare.
L’alta marea cancellerà le mie impronte,
E il vento disperderà la schiuma.
Ma il mare e la spiaggia dureranno
In eterno.

SANDRO PENNA – Il mare è tutto

 

Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo di gioia.
E tutto è calmo.

NAZIM HIKMET – Il più bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Arrivederci fratello mare

 

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti

arrivederci fratello mare

mi porto un po’ della tua ghiaia

un po’ del tuo sale azzurro

un po’ della tua infinità

e un pochino della tua luce

e della tua infelicità.

Ci hai saputo dir molte cose

sul tuo destino di mare

eccoci con un po’ più di speranza

eccoci con un po’ più di saggezza

e ce ne andiamo come siamo venuti

arrivederci fratello mare.

 

KAHIL GIBRAN

Camminavo sulla sabbia.

Bassa marea.
E giù, oltre, la curva,

scrissi un verso sulla sabbia.
E in quel verso scrissi

quel che la mia mente pensava
e ciò che la mia anima desiderava.
E quando la marea fu alta,
ritornai, ancora, su quel lido,
e di ciò che avevo scritto nulla trovai.
trovai solo i segni del bastone

di uno che aveva lì camminato da cieco.

UMBERTO SABA – L’amorosa spina

 

Come ho goduto tra la veglia e il sonno
questa mattina!
Uomo ero ancora, ed ero marina
libera ed infinita.

 

Con le calme dorate e gli orizzonti
lontani il mare.
Nel fondo ove non occhio può arrivare,
e non può lo scandaglio,

 

una pietruzza per me, una cosina
da nulla aveva.
Per lei sola fremeva ed arrideva
l’azzurra immensità.

COSTANTINO KAVAFIS – Mare al mattino

 

Fermarmi qui. Per vedere anch’io un po’ la natura.
Luminosi azzurri e gialle sponde
del mare al mattino e del cielo limpido: tutto
è bello e in piena luce.

Fermarmi qui. E illudermi di vederli
(e davvero li vidi un attimo appena mi fermai);
e non vedere anche qui le mie fantasie,
i miei ricordi, le visioni del piacere.

Grazie alla mia amica Carla, nonché facente parte del Gruppo, nativa di Porto San Giorgio ( lu portu dove è rimasto il suo cuore , nonostante i tanti anni nel paesello), abbiamo concluso anche questo anno di attività al Salotto Letterario, esplorando questa graziosa cittadina di mare.
Abbiamo vissuto una bellissima giornata domenica 20 Maggio, che ci ha soddisfatto in tutti i sensi: quello meteorologico, paesaggistico e perché no , anche gastronomico.
Infatti dopo una visita alla città vecchia che in epoca medioevale venne riconosciuta come uno degli scali marittimi di primaria importanza della costa adriatica, ai luoghi dove è stato girato il film “Come saltano i pesci”, e una rilassante passeggiata lungo la spiaggia di sabbia fine, siamo approdate in un ristorante che ha ci ha deliziato con le sue specialità di pesce.
La gita non è finita qui perché non potevamo privarci della visione di ” Torre di Palme” fantastico balcone panoramico sulla cima di un colle che si affaccia sul mare Adriatico. Sorto nel Medioevo conserva ancora tutta la suggestione di tale periodo storico, grazie alla cura del suo ambiente e allo stile uniforme degli edifici medioevali e rinascimentali.

Tra le altre abbiamo visitato la Chiesa di Sant’Agostino dove abbiamo ammirato il polittico di Vittore Crivelli “Madonna col Bambino e santi” e siamo rimaste estasiate osservando le strette vie, caratterizzate dalle facciate in cotto fiorite di gerani.

La via principale termina nel piazzale Belvedere dal quale si ha una meravigliosa vista sulla costa e sul mare circostante. Il borgo è circondato dalla fitta vegetazione del Boschetto di Cugnolo, area floristica protetta, meta ideale per gli escursionisti anche grazie alla suggestiva Grotta degli Amanti, teatro del tragico amore di Antonio e Laurina, i due amanti che trovarono la morte gettandosi nel vuoto.

Anche quest’anno abbiamo condiviso svariate emozioni e con questo “viaggio” abbiamo potuto conoscerci ulteriormente perché “ chi viaggia senza incontrare l’altro, non viaggia, si sposta”.

Abbiamo concluso poi questo denso anno accademico ritrovandoci nella saletta delle Acli, per vedere le foto che Bruno ha scattato con grande maestria nei suggestivi luoghi visitati e ho pensato di fare omaggio ai miei affezionati “alunni” alcune frasi di grandi autori, che evidenziano l’importanza della condivisione:

L’universo ha senso solo quando abbiamo qualcuno con cui condividere le nostre emozioni.

La felicità è reale solo quand’è condivisa.

Quando si sogna da soli è un sogno, quando si sogna in due è la realtà.

Sappiamo che abbiamo trovato qualcuno di speciale quando si puo’ stare zitti e condividere un piacevole silenzio.

Se un giorno non avrai voglia di parlare con nessuno, chiamami: staremo in silenzio.

Quando una cosa è negativa tienila per te; quando è positiva condividila.

Un dolore condiviso è un dolore dimezzato; una gioia condivisa è una gioia raddoppiata.

Poter condividere è poesia nella prosa della vita.

Siamo amici. Io non desidero niente da te, tu non vuoi nulla da me. Io e te…… dividiamo la vita .

Nulla è veramente nostro, finchè non lo abbiamo condiviso.

Tieni per te le tue paure, ma condividi con gli altri il tuo coraggio.

Condividere ti rende più grande di quello che sei: più dai agli altri, più vita sei in grado di ricevere.

Liviana Simoncini