SALOTTO LETTERARIO NOVEMBRE 2018

Il mondo latino americano: tra magia e realtà

Il mondo latino americano( Cile Perù Messico Brasile Argentina……) mi ha sempre affascinato per le sue origini legate agli antichi popoli ( Aztechi Incas Maya Maori), pressoché spazzati via dalla colonizzazione spagnola. Restano però le culture più affascinanti al mondo ed arrivano a noi grazie a poeti e scrittori che ne decantano le meraviglie naturali e le caratteristiche popolari che convivono tra magia e realtà .
Chi meglio di Jorge Luis Borges, poeta e scrittore argentino che ha radicalmente cambiato la letteratura del Novecento, poteva far parte di questo nostro avvicinarci al mondo latino americano?
Borges è stato fondamentale al punto che a lui si deve la coniazione del termine ” borgesiano” che sta a significare concezione della vita come fantasia o più poeticamente come realtà reinventata.

È infatti famoso principalmente per i suoi racconti fantastici che sono pieni di mistero, e di slittamenti temporali in cui ci si ritrova e ci si perde. L’argentino fin dagli inizi è stato dotato di una sensibilità fuori dal comune che lo ha portato ad una vasta produzione, rallentata poi dalla quasi totale cecità.

Di Borges ho scelto alcune poesie particolarmente intense che la nostra amica spagnola Carmen ci ha letto in spagnolo con tutta la musicalità tipica di questa lingua.

Amicizia

Non posso darti soluzioni per tutti i problema della vita
Non ho risposte per i tuoi dubbi o timori,
Però posso ascoltarli e dividerli con te.
Non posso cambiare né il tuo passato né il tuo futuro,
Però quando serve starò vicino a te.
Non posso evitarti di precipitare,
Solamente posso offrirti la mia mano perché ti sostenga e non cadi.
La tua allegria, il tuo successo e il tuo trionfo non sono i miei,
Però gioisco sinceramente quando ti vedo felice.
Non giudico le decisioni che prendi nella vita,
Mi limito ad appoggiarti a stimolarti e aiutarti se me lo chiedi.
Non posso tracciare limiti dentro i quali devi muoverti,
Però posso offrirti lo spazio necessario per crescere.
Non posso evitare la tua sofferenza, quando qualche pena ti tocca il cuore,
Però posso piangere con te e raccogliere i pezzi per rimetterlo a nuovo.
Non posso dirti né cosa sei né cosa devi essere,
Solamente posso volerti come sei ed essere tua amica.
In questo giorno pensavo a qualcuno che mi fosse amico in quel momento sei apparso tu…
Non sei né sopra né sotto né in mezzo non sei né in testa né alla fine della lista,
Non sei ne il numero 1 né il numero finale
e tanto meno ho la pretesa
di essere il 1° il 2° o il 3° della tua lista
Basta che mi vuoi come amica:
non sono gran cosa,
però sono tutto quello che posso essere.

 

Ti offro

Ti offro strade difficili, tramonti disperati,
la luna di squallide periferie.
Ti offro le amarezze di un uomo
che ha guardato a lungo la triste luna.
Ti offro i miei antenati, i miei morti,
i fantasmi a cui i viventi hanno reso onore col marmo:
il padre di mio padre ucciso sulla frontiera di Buenos Aires,
due pallottole attraverso i suoi polmoni, barbuto e morto,
avvolto dai soldati nella pelle di una mucca;
il nonno di mia madre – appena ventiquattrenne –
a capo di un cambio di trecento uomini in Perù,
ora fantasmi su cavalli svaniti.
Ti offro qualsiasi intuizione sia
nei miei libri, qualsiasi virilità o vita umana.
Ti offro la lealtà di un uomo
che non è mai stato leale.
Ti offro quel nocciolo di me stesso
che ho conservato, in qualche modo –
il centro del cuore che non tratta con le parole,
né coi sogni e non è toccato dal tempo,
dalla gioia, dalle avversità.
Ti offro il ricordo di una
rosa gialla al tramonto,
anni prima che tu nascessi.
Ti offro spiegazioni di te stessa,
teorie su di te, autentiche e sorprendenti notizie di te.
Ti posso dare la mia tristezza,
la mia oscurità, la fame del mio cuore;
cerco di corromperti con l’incertezza,
il pericolo, la sconfitta.

Istanti

Se io potessi vivere nuovamente la mia vita,
nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non tenterei di essere tanto perfetto,
mi rilasserei di più, sarei più stolto di quello che sono stato,
in verità prenderei poche cose sul serio.
Correrei più rischi, viaggerei di più, scalerei più montagne,
contemplerei più tramonti, attraverserei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono stato,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che vivono sensatamente,
producendo ogni minuto della mia vita.
E’ chiaro che ho avuto momenti di allegria.
Ma, se potessi tornare a vivere,
cercherei di avere solamente momenti buoni.
Perchè di questo è fatta la vita, solo da momenti da non perdere.
Io ero una di quelle persone che mai andava da qualche parte senza un termometro,

una borsa di acqua calda, un ombrello ed un paracadute:
se tornassi a vivere viaggerei più leggero.

Se io potessi tornare a vivere,
comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell’autunno.
Girerei più volte nella mia strada,
contemplerei più aurore e giocherei di più con i bambini.

Se avessi un’altra volta la vita davanti …..
ma, vedete, ho ottantacinque anni e non ho un’altra possibilità”

Il rimorso 

Ho commesso il peggiore dei peccati
che un uomo possa commettere. Non sono stato
felice. Che i ghiacciai dell’oblio
possano travolgermi e disperdermi, senza pietà.

I miei mi generarono per il gioco
rischioso e stupendo della vita,
per la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco.
Li frodai. Non fui felice. Realizzata

non fu la giovane loro volontà. La mia mente
si applicò alle simmetriche ostinatezze
dell’arte che intreccia inezie.

Ereditai valore. Non fui valoroso.
Non mi abbandona, mi sta sempre a lato
l’ombra d’essere stato un disgraziato.

E quella dedicata alla sua amata città

Buenos Aires

E adesso la città quasi è una mappa
di tanti fallimenti e umiliazioni;
da questa porta ho ammirato i tramonti,
davanti a questo marmo ho atteso invano.
Qui l’indistinto ieri e l’oggi nitido
mi hanno elargito gli ordinari casi
d’ogni destino; qui i miei passi intessono
il loro labirinto incalcolabile.
Qui l’imbrunire di cenere aspetta
il frutto che gli deve la mattina;
qui l’ombra mia si perderà, leggera,
nella non meno vana ombra finale.
Ci unisce la paura, non l’amore;
sarà per questo che io l’amo così tanto.

 

Isabelle Allende è una delle più importanti scrittrici latino americane.

L’infanzia cilena e la morte della figlia Paula hanno influenzato profondamente la sua scrittura.

Con il capolavoro di realismo magico” La casa degli spiriti“, racconta la storia del Cile e della sua famiglia. Nata a Lima il 2 agosto del 1942, ritorna in patria a seguito dell’abbandono del padre, diplomatico del governo cileno.

Il cugino del padre, Salvatore Allende contribuisce al sostentamento della sua famiglia e fa le veci paterne. Il golpe di Pinochet è un grave colpo per la famiglia Allende e Isabel va in esilio a Caracas con marito e figli. Qui avrà inizio la sua carriera di scrittrice e vedrà la luce il romanzo ” La casa degli spiriti” nel 1982.

La storia è stata scritta prendendo spunto dalle vicende degli Allende, in maniera velata e nascosta con la tecnica del romanzo a chiave( descrizione della vita reale dietro la finzione della trama).
È una storia di donne e i personaggi maschili, pur nella loro importanza cruciale, finiscono per fare da sfondo a un mondo in cui non riescono ad entrare. Un mondo fatto di segreti e complicità tra donne che decidono il loro destino.

La storia del Cile si nasconde dietro la storia della famiglia Trueba, fatta da uomini alcuni inventati ed altri reali come il Presidente Salvatore Allende ed il Poeta Pablo Neruda. Ma sono le donne che compiono gli atti più rivoluzionari, soprattutto Clara, il personaggio femminile nella quale si incarna tutto il realismo magico, tipico della letteratura sudamericana.

Il libro è intriso di spiritualismo ed esoterismo e nella casa si svolge la vita di una famiglia in parallelo con le vicende della nazione. Uno scontro continuo tra il bene e il male.
Dal libro come sovente avviene, nel 1993 è stato tratto l’omonimo film di Bille August.
Il film fu molto apprezzato negli anni Novanta grazie allo stupendo cast di attori di prim’ordine, che si calano con grande empatia nei loro personaggi. Tra tutti Meryl Streep che incarna mirabilmente il personaggio di Clara anche grazie a quella sua fisicità eterea. Gli altri attori non sono da meno con interpretazioni fedeli ai personaggi creati dalla Allende.
Certo il regista opera dei tagli netti nella storia e snellisce il folto numero di personaggi del romanzo, evitando al film di divenire eccessivamente lungo, facendo vivere a Blanca tutto quello che invece succede alla figlia Alba e passando talvolta da una situazione all’altra in maniera troppo repentina.
È un film, come ha detto giustamente Sofia, alla ” Via col vento”, ma noi romantiche amiamo in particolar modo questo genere!

Soprattutto i dialoghi tra Clara e la figlia Blanca e tra Blanca ed il padre sono molto intensi e pieni di quel sentimento che prima o poi viene fuori tra genitori e figli.

Esteban Trueba , che conosciamo da ragazzo quando violenta le contadine dei suoi possedimenti ed impedisce alla figlia di vivere la sua storia d’amore, piano piano diventa umano, fino a rinnegare i suoi ideali politici, salvando il padre di sua nipote

.Molto bella la scenografia con fotografie dei vari ambienti alquanto suggestive. Pieno di quel famoso realismo magico che appartiene soprattutto alle donne, il film si conclude con il fantasma di Clara che accompagna Esteban verso il suo ultimo viaggio con la dolcezza che la caratterizzava e che nel tempo ha permesso all’uomo che ha sempre amato, nonostante tutto, di trovare il suo vero io.
Isabel Allende attualmente vive in California , dove si è risposata con un americano alla ricerca di una felicità che non riesce ad afferrare, perché a quanto di doloroso ha vissuto nel suo paese si è aggiunta la perdita della figlia Paula.

Oggi a più di settant’anni e un secondo divorzio, la Allende, donna determinata come le eroine dei suoi romanzi, continua la sua attività di giornalista e scrittrice.

Offagna Novembre 2018
Liviana Simoncini