SALOTTO LETTERARIO OTTOBRE 2018

MANGIA PREGA. AMA

Prima dell’estate ho casualmente incontrato al bar Izabela Klara Biskupska, una giovane polacca che ha soggiornato per un po’ di tempo nel nostro paesello ed ha tenuto diverse lezioni di Pilates, alle quali hanno partecipato alcune offagnesi, che hanno trovato giovamento con quest’attività, da un punto di vista fisico e psicologico.
Tra una chiacchiera e l’altra, Izabela mi ha detto di aver scritto un libro in cui svelava come trasformare la vita a livello fisico, mentale e spirituale, dopo una ricerca personale in seguito ad un viaggio assai difficoltoso della sua vita.
Il titolo del libro ” Fitness invisibile ” mi ha attratto, così come la stessa Izabela con la sua apparente solarità che nascondeva una certa fragilità poi rivelata.
Ho pensato quindi di invitarla al nostro Corso e così è stato. Abbiamo trascorso una bella serata perché è sempre interessante fare nuove amicizie ed allargare i propri orizzonti ed abbiamo acquistato il libro con l’impegno di leggerlo durante l’estate.
Come scrive Izabela il Fitness invisibile è un manuale di viaggio.
Un viaggio da intraprendere ascoltando e onorando il proprio corpo per arrivare alla mente, ammaestrarla e procedere verso lo spirito dove tutto è possibile.
Un viaggio che consiste in sette passi, tanti quanti sono i sette chakra, che secondo alcune filosofie orientali, sono i centri di energia presenti nel corpo umano che presiedono alle funzioni organiche, psichiche ed emotive di ciascun individuo.

Attraverso tale percorso si dovrebbero recuperare le nostre energie e riuscire così a non farci annientare dallo stress che ci travolge quotidianamente.
I consigli che Izabela ci dà nel suo libro sono certamente validi anche perché sono quelli che ognuno di noi spesso tende a dimenticare.
Sappiamo tutti perfettamente che dovremmo mangiare cibo sano e genuino, anche se oggi è diventato quasi impossibile reperirlo; dovremmo fare delle belle camminate a contatto con la natura, vincendo la nostra pigrizia ; dovremmo dedicarci a qualche attività fisica per tenerci in forma; dovremmo crearci degli spazi per la nostra vita di coppia; dovremmo talvolta essere un po’ più egoisti e pensare più a noi stessi dicendo qualche no a figli e nipoti.

Dovremmo ritagliarci più tempo per leggere, vedere qualche bel film, partecipare ad incontri che mantengono viva la nostra mente.
In poche parole : amare amandoci, avendo una grande stima di noi stessi e delle nostre peculiarità.
Così utilizzeremo tutta la nostra energia vitale per vivere al massimo la vita di ogni giorno , apprezzando di più il tempo che ci viene concesso.

Leggendo il libro di Izabela ho subito pensato al film ” Mangia Prega Ama“, tratto dall’omonimo romanzo autobiografico dell’americana Elisabeth Gilbert, che ripercorre le vicende di una donna in carriera, la quale improvvisamente avverte un senso di vuoto e di noia nella sua vita, al punto di lasciare marito e lavoro per intraprendere un viaggio intorno al mondo che le permetta di ritrovare se stessa..
Il suo è un viaggio non solamente geografico ma prevalentemente interiore.

Il film cerca di ripercorrere il tour della scrittrice, effettuando le riprese nello stesso ordine cronologico, quindi partenza da New York dove risiede, per proseguire in Italia, India e Bali.

Ho analizzato parecchie recensioni sul film, che per coloro che hanno letto il libro della Gilbert non è altrettanto coinvolgente. Io mi sento molto vicina ad una recensione che secondo me è veramente azzeccata. Ad ogni località toccata dalla Gilbert, interpretata da Julia Roberts corrisponde una stagione della vita e uno dei quattro elementi naturali: acqua, fuoco , terra e aria.
New York quindi con il suo freddo ed il suo grigiore è sinonimo dell’inverno, dal quale la protagonista vuole evadere, sentendosi mancare il respiro. Lo ritrova in Italia, a Roma, mangiando e godendo del tempo libero tra i monumenti ariosi che le permettono di respirare a pieni polmoni dopo il senso di soffocamento e di vuoto provato nella metropoli americana.
Roma è dipinta con colori autunnali mentre l’India si presenta con i colori più vivaci tipici dell’estate e qui Liz studia meditazione e comprende di essere uscita dal tunnel della depressione.

Il suo percorso termina in Indonesia, a Bali dove incontra l’amore che in un primo momento rifiuta per non turbare l’equilibrio faticosamente conquistato.
Bali con il colore verde dei campi di riso e con l’azzurro del mare simboleggia certamente l’acqua. Punti di forza del film di Ryan Murphy ,regista prevalentemente di serie televisive( da qui l’eccessiva lunghezza del film), sono la fotografia e le scenografie. Purtroppo il film cade in alcuni stereotipi ,il più pesante di tutti è quello che identifica noi italiani come amanti del cibo e del dolce far niente, ma tant’è così ci vedono gli americani.
Julia Roberts e Javier Bardem sono ben calati nei loro ruoli e rendono al meglio ogni sfumatura del carattere dei loro personaggi.
Dopo la visione del film, la nostra critica cinematografica Sofia Ramini ha avvalorato le nostre sensazioni e i nostri dubbi : il film non è perfettamente riuscito ma conferma una verità che è quella che nella vita , soprattutto in certi momenti, conviene sempre soffermarsi su se stessi per ritrovare le proprie energie ed il proprio equilibrio.
Certo non potremo farlo come la ricca donna in carriera ma con i nostri mezzi e le nostre potenzialità, pronti ad affrontare i momenti di vuoto interiore che sono sempre dietro l’angolo.
E soffermandoci su noi stessi potremo dire, come Emily Dickinson:

“Un giorno mi perdonerò
del male che mi sono fatta
del male che mi sono fatta fare.
E mi stringerò così forte da non
lasciarmi più…”

Ottobre 2018
Liviana Simoncini