UNA MAGGIORANZA È FORTE QUANTO UNA MINORANZA È DEBOLE (08/03/2020)

Non sempre il rapporto è applicabile a tutte le realtà o situazioni, ma il più delle volte, in modo particolare in politica, diventa quasi norma.

Forse non potremmo portare come esempio il Consiglio Comunale nostrano, ma  qualche passaggio nell’ultima seduta ci ha lasciato un po’ perplessi.

Basare la discussione politica dell’intero bilancio sulla relazione dovuta e obbiettare su una porzione di un capitolo, ma non nella sua completezza, ci è sembrato riduttivo e semplicistico.

Non è bastata la replica dell’assessore competente che ha motivato gli interventi economici e gli obbiettivi realizzati, con l’applicazione del bilancio 2019 e riproposti in quello del 2020 da approvare, ad evitare il voto di astensione all’intero Bilancio da parte della Minoranza Consiliare.
Astenersi con queste prerogative, non dà il senso di una valutazione obbiettiva e competente, con la consapevolezza che la votazione del bilancio determina la sopravvivenza di un Comune.

A volte, con questa votazione del bilancio, si pensa di  far vedere o voler far credere ai cittadini che esisteva anche dentro l’urna la differenza fra Maggioranza e Minoranza.

Può sembrare un’assurdità, ma basta assistere ad un’assemblea consiliare per rendersi conto, in un contesto come il nostro, dell’inutilità della Minoranza e a volte dell’intero Consiglio Comunale.

Non sono i “cioccolatini” distribuiti a pioggia dal Sindaco che determinano la qualità degli interventi, (quando ci sono) ma la sostanza, la concretezza e le proposte anche lungimiranti, che fanno vivere e crescere una comunità.

In realtà piccole come la nostra, è dimostrato dai fatti che non ha più senso una struttura ormai obsoleta che fa acqua da tutte le parti.

L’informatizzazione che ormai  troviamo anche nel piatto in cui mangiamo, non è riuscita a farci capire che ancora camminiamo con scarpe vecchie e rotte non più riparabili e che basterebbe qualche “clic” per far girare un “motorino piccolo” come quello del nostro Comune.

Prima o poi ce lo dovremo mettere in testa, speriamo senza forzature di sorta, ma soltanto con l’utilizzo della nostra ragione e di quella di coloro che ci guidano.

La redazione di Giulemani